Augusta ha un paio d’anni e vive a Barcis.
Ha le palote ai piedini, zoccoletti di legno, e sta scappando con la famiglia verso il bosco.
C’è la rappresaglia nazista, in poco tempo l’intero paese brucerà.
Augusta non ha nemmeno dieci anni e assieme agli altri bambini deve andare in malga a piancavallo, soli e senza conoscere la strada ed ogni rumore un salto: le favole che ci raccontavano la sera “erano terribili, si divertivano i vecchi”.
Una storia familiare che è la storia di un paese, che sono le storie di un paesaggio che confini non ha.
Con la primavera spero di potervi raccontare, con la mia reflex e un po’ di parole, la luce negli occhi di questa donna.






